Tassa sulle scommesse: ecco come funziona il fondo “Salva Sport”

Tassa scommesse sportive 2020

Il lockdown da Coronavirus ha portato tanti problemi nell’economia e ne ha risentito molto anche il mondo dello sport. Per questo si è pensato di finanziare questo settore, soprattutto il calcio, mettendo una tassa per tutte le scommesse sportive.

Ma come funziona la tassa sulle scommesse? Può essere davvero utile?

La tassa sulle scommesse è nata per aiutare chi ha avuto parecchie difficoltà durante il Coronavirus, ma va anche contro a chi lavora nel settore. Vediamo quali sono i pro e i contro di questa novità sul mondo dello sport.

Tassa scommesse sportive: Tutte le novità del Decreto

La tassa sulle scommesse sportive corrisponde allo 0,5% sul fatturato: l’obiettivo è quello di raccogliere 90 milioni di euro per finanziare lo sport. Il periodo forzato di stop ha danneggiato molto questa categoria, per questo il governo ha deciso di aprire un fondo “salva sport” nel Decreto Rilancio (Decreto Legge n.34).

Ci ha pensato il Ministero delle Politiche Giovanili e dello Sport, gestito da Vincenzo Spadafora assieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, gestito da Roberto Gualtieri, ad individuare come utilizzare al meglio questo fondo.

La nuova tassa dello 0,5% sulla raccolta delle scommesse sarà valida per qualsiasi evento sportivo, compresi gli eventi virtuali, al netto dell’imposta unica.

Questa nuova tassa sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021. Il suo scopo è quello di aiutare le società sportive colpite del Covid-19. Il tetto massimo stabilito per l’anno 2020 è di 40 milioni di euro, mentre per il 2021 sale a 50 milioni.

Tassa sulle scommesse per salvare il calcio con il Decreto Rilancio

Come abbiamo detto, la nuova tassa sulle scommesse nasce per incentivare una ripresa nel mondo delle competizioni sportive, a causa della sospensione nel periodo di lockdown.

Nel periodo di stop forzato, nelle scommesse sportive c’è stato una calo dei ricavi del 59,3% nel mese di Marzo, per 75,3 milioni di euro di perdite, e di altri 20 milioni di perdite nel mese di Aprile.

Se le scommesse sportive hanno visto un calo drastico, dall’altra parte è cresciuto il mercato dei giochi online. Il periodo di lockdown ha costretto molte persone a rimanere a casa e quindi ad usare più internet e i vari siti di giochi. Rimane comunque il problema di tutti quei negozi che lavorano nel settore.

La tassa sulle scommesse crea malcontento sui migliori bookmakers aams

Non per tutti però questa è una notizia positiva: la nuova tassa sulle scommesse ha creato varie polemiche, soprattutto per chi lavora nel settore del gioco.

Sono nate delle vere e proprie proteste organizzate dai migliori bookmakers aams che si occupano di siti di scommesse, questi ultimi ritenengono che la nuova tassa sia ingiusta a seguito di un lockdown così lungo. Tante persone hanno visto rallentare il lavoro in questo periodo e questa nuova tassa non è di certo d’aiuto.

Insomma, se da una parte può aiutare qualcuno, dall’altra parte danneggia qualcun altro.

Per chi non lo sapesse, i “bookmakers” sono persone o agenzie autorizzate che fanno da garante per la raccolta di scommesse legali sportive.
Molti di loro hanno dichiarato che questa nuova tassa può andare ad incidere fino al 17-18% sul totale degli incassi. Questo causerebbe un drastico calo del fatturato che potrebbe portare alla chiusura totale di molte attività.

Molte lamentele arrivano anche dall’alto, ad esempio da LOGiCo (Lega Operatori di Gioco) che ha ritenuto la nuova tassa insostenibile da un punto di vista economico.

“La tassa non è per nulla collegata alla crisi” – ha detto Moreno Marasco, presidente di LOGiCO . “ma è una proposta strumentale, storicamente ricorrente e messa dalla FIGC sul tavolo della discussione emergenziale, per tentare di risolvere i problemi strutturali del sistema-calcio italiano, ipotizzando una compartecipazione che avrebbe creato un conflitto di interessi intollerabile fra calcio e scommesse, contraria a qualunque logica anti-matchfixing”.

Anche Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Fipe-Confcommercio e Confesercenti esprimono la loro contrarietà alla nuova tassa:

“Se la nuova tassazione fosse applicata” – spiegano – “il settore delle scommesse sarebbe oggi l’unico in Italia a subire un aumento fiscale: la causa dello sport è sicuramente meritevole di supporto, ma con altri mezzi e non a spese di lavoratori e famiglie che già oggi vivono il dramma della cassa integrazione e che, invece di ricevere supporto, perderanno il lavoro”.
Insomma, le lamentele arrivano da più parti, ma quello che ci chiediamo è: saranno ascoltate?

Tassa sulle scommesse: L’Italia in testa

Il mercato italiano è uno dei migliori in assoluto per quanto riguarda le scommesse calcistiche. Nel mese di Gennaio ha raggiunto 214 milioni di euro. Proprio per questo è uno dei momenti più difficili per questo settore.
Questo anche perché, nel periodo di lockdown, i negozi non hanno ricevuto aiuti da parte dello Stato. Si trovano quindi a dover rialzarsi da mesi senza lavoro, con una nuova tassa fissa con cui fare i conti.

La speranza è quella che il governo vada incontro a queste imprese, trovando una soluzione positiva anche per loro, altrimenti le proteste continueranno, ci sarà un malcontento generale e molte persone perderanno il lavoro. Sarebbe un peccato vedere chiudere tanti negozi e perdere un mercato così importante per l’Italia.

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