Bookmakers e Decreto Dignità

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Il mondo dei bookmakers e delle scommesse online è cambiato molto da quando è stato pubblicato il Decreto Dignità nel 2018. Il governo, allora formato da Movimento 5 Stelle e Lega, aveva emesso in modo forte il divieto di pubblicità nell’ambito del settore del gioco d’azzardo e per quello delle scommesse sportive. In pratica, il Governo, nel mese di agosto 2018 ha approvato il Decreto Dignità facendolo entrare in vigore a Luglio 2019.

Nel decreto Dignità si trattavano diversi argomenti tra loro, tra cui il gioco d’azzardo: in pratica il governo andava a legiferare in modo tale da limitare il fenomeno della ludopatia in Italia, in costante crescita negli utlimi anni. Una delle maggiori ricadute di questo decreto riguardava proprio il gioco d’azzardo ed in particolare, il mondo delle scommesse, anche online. Con il decreto c’è stato un aumento della tassazione per coloro che lavorano nel settore. I bookmakers hanno visto crescere in maniera seria tutte le tasse che riguardano questo particolare ambito finanziario e commerciale. Un’altra cosa che però ha influito negativamente nel mondo delle scommesse sportive riguarda il divieto tassativo di pubblicità e di marketing.

Il divieto di pubblicità per scommesse sportive con il Decreto Dignità

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Con il Decreto Dignità scommettere in sicurezza è possibile solo quando si ha la possibilità di tenere sotto controllo eventuali fenomeni di ludopatia e anche evitare una corsa pazza verso il gioco. Il decreto blocca qualunque tipo di attività di marketing e di pubblicità diretta o indiretta per il settore delle scommesse sportive o dei casinò virtuali. I cori di protesta erano stati numerosi soprattutto da parte dei partiti politici, istituzioni, studiosi ed operatori di settore. La polemica era arrivata perché questo provvedimento di legge poteva addirittura tirare in causa la disinformazione dei giocatori.

Quello che è certo però è che, nonostante questo, alla fine il Decreto è diventato legge e, di conseguenza, ci sono state delle ricadute di non poco conto, di certo inferiori a come si pensava inizialmente dalle analisi del mercato. Ciò che è sicuro è che, all’epoca dell’approvazione che risale a Giugno 2018, il dibattito era stato molto acceso senza però mettere in campo alcuna mediazione tra le parti.

Cosa è davvero cambiato con il Decreto Dignità per il settore delle scommesse on-line

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“Decreto Dignità per scommettere in sicurezza”: queste dovevano essere le parole chiave del decreto fatto dal governo a trazione Lega e Movimento 5 Stelle. In realtà però bisogna capire bene cosa è davvero cambiato in questo settore da quando il Decreto è entrato in vigore.

Quello che è cambiato è che non sarà più possibile vedere a bordo campo i cartelloni pubblicitari che fanno campagne di marketing per il Betting on-line e ciò vale sia per le squadre di Serie B che per quelle di Serie A. Questi sponsor che erano tra i principali delle squadre di tali categorie avevano già fatto una serie di contratti anche di milioni di euro.

Ma è chiaro che insieme alla legge è arrivato anche l’inganno. Infatti molte piattaforme hanno creato una sezione news nei loro siti, in modo tale da andare a pubblicizzare una pagina specifica del mondo dell’informazione strettamente connessa a quello delle scommesse.

Una soluzione ingegnosa che ha cercato di tenere sotto controllo eventuali perdite che un decreto di questo tipo poteva causare all’intero sistema economico-finanziario. I siti web che si limitano a riportare news del mondo del betting non hanno sanzioni per le pubblicità. I bookmakers hanno dunque iniziato a sponsorizzare blog che si occupano di notizie e per questo motivo il nome dei bookmaker più famosi continua a girare, aggirando la legge con un escamotage.

Le ludopatie e l’effetto del Decreto Dignità

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Il Decreto Dignità nasce per far scommettere in sicurezza. L’obiettivo di tale norma è cercare di tenere la ludopatia sotto controllo e diminuire il numero di malati. Nel corso degli ultimi anni accedere al gioco è diventato molto più facile soprattutto per una fascia d’età più bassa, ovvero quella compresa tra i 24 ed i 35 anni. Per questo motivo le istituzioni hanno voluto tenere i dati sotto chiave, cercando di dare una battuta di arresto.

Uno dei dati principali sul gioco d’azzardo è legato a quello dei casinò in rete: il provvedimento cerca di tenere a freno la pubblicizzazione di alcuni servizi e ha aumentato i controlli per cercare di capire chi sta dietro a questo tipo di attività pubblicitaria. Il Decreto però non ha aiutato a tenere sotto controllo totalmente il mondo delle scommesse online, che continua ad essere molto florido, così come anche quello dei casinò in rete. C’è ancora molto da fare per cercare di tenere il gioco sotto chiave.

Scegliere il gioco legale e aumentare i controlli per chi è iscritto nei circuiti certificati resta la strada principale per fare in modo che il gioco non diventi ludopatia.  Questo vale sia per i casinò che per il mondo delle scommesse in rete.

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