Scommesse e tassa salva-sport

tassa salva sport

Hai già sentito parlare della tassa salva-sport? Questo argomento interessa molto i bookmakers aams che lavorano nel settore sportivo e che hanno già avuto delle limitazioni durante l’emergenza Coronavirus. Ci sono tanti bookmakers come Sisal.it o 888sport che lavorano principalmente con le scommesse sportive su grandi eventi, che purtroppo, sono stati annullati o rimandati. Quest’anno per i bookmakers non è stato affatto facile e quello che ci chiediamo è se ci saranno dei miglioramenti. Vediamo come funziona esattamente la tassa salva-sport e se ci sono aggiornamenti a riguardo.

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Il Decreto Rilancio

La sospensione degli eventi sportivi ha pesato tantissimo in Italia, soprattutto per quanto riguarda il calcio, lo sport più seguito nell’intera nazione. Ma tutto questo ha pesato anche su tutte quelle attività che lavorano grazie allo sport, come le scommesse sportive. Ovviamente, se gli eventi sportivi non sono attivi, le persone non scommettono. Infatti c’è stato un drastico calo delle giocate pari all’88,7% durante il lockdown. Vista la spiacevole situazione, il Governo ha trovato una soluzione, espressa nel Decreto Rilancio.

E’ stato introdotto un prelievo fiscale per 2 anni dello 0.5% sul fatturato, quindi sul giocato delle scommesse sportive. Questi soldi sono destinati al Fondo Salvasport e si prevede di raccogliere 40 milioni nel 2020 e 50 milioni nel 2021. Ma se questo dovrebbe essere considerato un aiuto per le discipline sportive, ci rimettono gli operatori delle scommesse sportive dato che questa nuova tassa salva-sport peserà parecchio sulle attività.

Tassa salva-sport e operatori

I bookmakers hanno subito un duro colpo durante il lockdown e questa nuova tassa salva-sport non li aiuta. Per l’Italia il mercato delle scommesse sportive è molto importante e se non riuscirà a recuperare dovrà temere il confronto con altri paesi europei che prenderanno il controllo. Con il nuovo prelievo, lo Stato va a tassare le società di betting per un importo di 61 centesimi ogni 100 euro di puntate.

Questo vuol dire che si superano i guadagni delle compagnie di exchange, mandandole in perdita. Gli operatori si sono dimostrati, ovviamente, scontenti e il Governo ha provato a trovare delle nuove soluzioni ma alla fine è stata confermata questa proposta della tassa allo 0.5%. Per gli operatori che lavorano nelle scommesse online il problema principale è la sproporzione del prelievo rispetto alle grandezze economiche in gioco. C’è differenza tra un operatore tradizionale e un operatore exchange. Per il primo, l’imponibile dell’imposta unica è sostanzialmente la differenza tra raccolta e vincita, che corrisponde ai ricavi, mentre per l’Exchange, l’imponibile corrisponde alle commissioni sulle vincite nette degli scommettitori.

Firmato il Decreto per la tassa salva-sport

Il Decreto è stato confermato e firmato e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021, nonostante le varie proteste da parte degli operatori italiani. Il Governo ha spiegato che questa tassa avrà la finalità di aiutare le varie discipline sportive più colpite dall’emergenza del Covid-19. Nonostante siano state proposte altre soluzioni, il Governo ha optato per la tassa salva-sport del 0.5% sul fatturato. Il piano di rilancio è sicuramente il più ampio piano organizzato dal paese, considerando anche le piccole e medie imprese e offrendo finanziamenti a fondo perduto. Rimangono comunque preoccupati i vari operatori che si occupano di betting online.

L’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) spiega come sarà calcolato l’importo:

«applicando l’aliquota dello 0,5% alla raccolta al netto dell’imposta unica calcolata nel periodo corrispondente per scommesse sportive a quota fissa, scommesse a quota fissa su simulazione di eventi, concorsi pronostici sportivi nonché ippici, scommesse di ippica nazionale, scommesse ippiche a totalizzatore, scommesse ippiche a quota fissa e multiple a riferimento, scommesse a distanza a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, intesa come la sommatoria di tutti gli importi abbinati lato banco e lato puntata, al netto dell’imposta unica.

La corresponsione di tale somma è imputata interamente sui giocatori risultati vincenti, e l’importo è calcolato applicando, a cura del concessionario, l’aliquota dello 0,5% alla raccolta maturata nell’ambito di ciascun mercato, intesa come la sommatoria di tutti gli importi abbinati lato banco e lato puntata, al netto dell’imposta unica maturata sulle giocate calcolabile in sede di liquidazione del mercato stesso».

Le polemiche

La nuova tassa salva-sport continua a suscitare polemiche da parte degli addetti ai lavori. La nuova tassa viene infatti considerata ingiusta e sproporzionata ai guadagni effettivi, soprattutto dopo il periodo di lockdown dove gli operatori non hanno potuto guadagnare molto. La tassa salva-sport del 0.5% potrebbe incidere fino al 18% degli incassi totali andando a causare una perdita notevole del fatturato.

Le attività che si occupano di scommesse sportive potrebbero trovarsi in serie difficoltà o addirittura ritrovarsi a dover chiudere in modo definitivo. Se da una parte si vogliono aiutare le società sportive a riprendersi dopo il periodo buio, dall’altra parte però si rischia di affondare tutte quelle società che lavorano grazie allo sport. Gli italiani amano scommettere, soprattutto quando ci sono eventi importanti, sarebbe un peccato vedere queste realtà andare a fondo.

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